Case Studies

La Riserva Naturale delle Saline di Priolo è stata istituita nel 2000 ed affidata in gestione alla Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU). E’ una piccola riserva (50 ettari) che ha la particolarità di sorgere  in un' area SIC (Sito di Interesse Comunitario) proprio al centro della zona industriale di Siracusa,  uno dei più vasti poli petroliferi ed energetici d’Europa, proprio sulle rotte degli uccelli migratori che, all’inizio dell’inverno ed alla fine dell’estate, si muovono dall’Africa al Nord Europa. Sin dalla sua costituzione, la Riserva Naturale di Priolo è stata “adottata” dal Gruppo ERG, che nell’ambito delle proprie iniziative di Responsabilità Sociale, ha attuato, in collaborazione con la LIPU, una serie di iniziative volte al miglioramento della protezione, alla promozione ed alla fruizione dell’area. La più recente di esse, attuata in collaborazione con ISAB, è la ricostruzione di un mulino a vento, secondo informazioni storiche relative ai modelli delle macchine a servizio della salina (in funzione sino agli anni Sessanta) che attraverso l’utilizzazione di energia totalmente pulita, serve a gestire in maniera  ecosostenibile il sistema dei livelli della zona umida. Questo progetto è inserito nell’ambito di una più complessiva operazione di riqualificazione della costa, che vede attivamente impegnate il Gruppo ERG ed ISAB con l’ Amministrazione Comunale di Priolo, anche nel recupero e riqualificazione dell’ area archeologica di Thapsos e della spiaggia di Marina di Priolo.                                                  

 
 
 

ERG Renew, società del Gruppo ERG che si occupa dello sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili, riserva la massima attenzione alla tutela ambientale dei territori in cui opera. In questo ambito è maturata l’opportunità di avviare uno studio complesso sull’eventuale impatto ambientale derivante dalle attività di cantiere per la costruzione del Parco Eolico “Fossa del Lupo”, di proprietà della società ERG Fossa del Lupo S.r.l., nei comuni di Vallefiorita, Gasperina e Palermiti (CZ).

 
 
 
 

Lo studio riguarda le variabili ambientali – habitat, fauna, flora, e vegetazione – sollecitate durante le varie fasi di cantiere, valutando caso per caso gli eventuali effetti indotti.  È stato quindi possibile individuare in maniera puntuale sia le variabili ambientali maggiormente soggette a criticità, in quanto esposte a potenziali impatti, sia le modalità in grado di mitigarne le conseguenze.

Per classificare le diverse tipologie di habitat nell'area oggetto di studio si è elaborata una Carta dell’Uso del Suolo secondo il sistema ufficiale di classificazione di copertura e uso del suolo esistente a livello europeo (Corine Land Cover).
Sono state, quindi, valutate le eventuali corrispondenze con gli habitat tutelati come definiti dalla Direttiva 43/92/CE, il cui scopo è quello di salvaguardare la biodiversità, considerando anche le esigenze economiche, sociali e culturali locali, mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio comunitario.

Il programma di monitoraggio ambientale effettuato può essere così suddiviso in:
Monitoraggio ante operam al fine di:
1)  documentare l’evoluzione dinamica delle singole variabili ambientali in diversa maniera sottoposte a pressione durante le attività di cantiere;
2) segnalare l’eventuale manifestarsi di emergenze ambientali;
3) garantire il controllo di situazioni specifiche, affinché sia possibile adeguare e “modulare” la conduzione dei lavori in funzione delle puntuali e specifiche esigenze ambientali dell’area in oggetto.

Monitoraggio post operam al fine di:
1)  verificare il rispetto delle prescrizioni di massima in funzione della tutela delle variabili ambientali considerate “sensibili” ed adottate precedentemente nelle varie fasi del progetto;
2)  verificare e analizzare eventuali modifiche ambientali registrate a seguito della realizzazione dell’opera;
3) accertare l'effettiva efficacia dei provvedimenti posti in essere per garantire la mitigazione degli impatti sull’ambiente naturale e antropico;
4) adottare eventuali misure compensative o di mitigazione per il contenimento degli effetti ambientali negativi non previsti.

 

 

 
 
 

L’area in cui sorge il parco eolico di Vicari (Palermo) è costantemente monitorata a livello ambientale per verificare gli effetti diretti e indiretti nel breve e nel medio termine che l’impianto potrebbe avere sull’avifauna stanziale e migratoria.
 

 
 
 
 

Questo monitoraggio consente di valutare gli effetti dell’impianto eolico sulla comunità ornitica in fase di esercizio e, dove necessario,di adottare le misure più opportune di mitigazione di eventuali impatti riscontrati e di adattare le misure già previste dalle normative sulla base di quanto riscontrato sul campo.

Il monitoraggio è condotto sul campo durante l’intero periodo dell’anno e ha come obiettivo quello di osservare e valutare gli effetti a breve e medio termine esercitati dall’impianto eolico, (nelle varie stagioni dell’anno, diverse fasi di migrazione e in differenti condizioni atmosferiche), sull’avifauna stanziale e migratoria nell’area su cui lo stesso parco insiste. Il lavoro viene svolto con adeguate metodologie, in conformità con quanto previsto dal piano di monitoraggio ambientale redatto sulla base dei più diffusi protocolli e linee guida nazionali (ad esempio le “Linee guida per la realizzazione degli impianti eolici industriali in Italia” di WWF Italia).