Informativa sui rischi finanziari

 
 
 

I principali rischi identificati e attivamente gestiti dal Gruppo ERG sono i seguenti:

  • il rischio di credito, col quale si evidenzia la possibilità di insolvenza (default) di una controparte o l’eventuale deterioramento del merito creditizio assegnato;
  • il rischio di mercato, derivante dall’esposizione alle fluttuazioni dei tassi di cambio, principalmente tra Euro e Dollaro americano, dei tassi di interesse, nonché dalla variazione dei prezzi dei prodotti venduti e degli acquisti di materie prime (rischio volatilità prezzo commodity);
  • il rischio di liquidità, che esprime il rischio che le risorse finanziarie disponibili risultino insufficienti a mantenere i propri impegni di pagamento.

 
 
 
 

Il Gruppo ERG attribuisce grande importanza alla identificazione e misurazione dei rischi e ai connessi sistemi di controllo, in modo da poter garantire una gestione efficiente dei rischi assunti.
Coerentemente con tale obiettivo, è stato adottato un sistema di Risk Management
avanzato che garantisce, nel rispetto delle politiche esistenti in materia, l’individuazione, la
misurazione e il controllo a livello centrale per l’intero Gruppo del grado di esposizione ai singoli rischi.

La funzione Finance Risk Management assicura la coerenza con i limiti assegnati e fornisce adeguato supporto con le proprie analisi, sia alle singole società controllate sia al Comitato Rischi e all’Alta Direzione della Capogruppo, per le decisioni di tipo strategico.

» Rischio di credito

L’esposizione al rischio di credito, insito nella probabilità che una determinata controparte non riesca a far fronte alle proprie obbligazioni contrattuali,viene gestita attraverso opportune analisi e valutazioni attribuendo a ogni controparte un rating interno (Internal Rating Based, indice sintetico di valutazione delmerito creditizio).La classe di rating fornisce una stima della probabilità di insolvenza (default) di una determinata controparte da cui dipende il grado di affidamento assegnato,che viene puntualmentemonitorato e che non devemai essere superato.
La scelta delle controparti relativamente sia al business industriale sia alle negoziazioni finanziarie sottostà alle decisioni del Comitato Fidi e Crediti le cui scelte sono supportate dalle analisi del merito creditizio.
Anche il rischio di concentrazione, sia per cliente sia per settore vienemonitorato in continuo senza però aver mai presentato situazioni di allerta.
La tabella sottostante fornisce informazioni circa l’esposizione del Gruppo ERG al rischio di credito a fine esercizio,mediante classificazione dei crediti non scaduti (vedi Nota 9) in funzione del merito creditizio corrispondente ai rating interni assegnati.

 

( migliaia di Euro)                                            2012    2011
Valutazione AAA        - 7.386
Valutazione AA+/AA-   1.170 49.845
Valutazione A+/A- 85.059 125.778
Valutazione BBB+/BBB- 465.712 243.048
Valutazione BB+/BB- 34.718 65.952
Valutazione B+/B-       -       -
     
Crediti verso imprese del Gruppo 123.732 113.546
Non assegnati   5.527 39.490
Totale 715.918 645.046

» Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si identifica con il rischio che le risorse finanziarie possano non essere sufficienti a coprire tutti gli obblighi in scadenza. A oggi il Gruppo ERG garantisce con la generazione di flussi di cassa e con la disponibilità di linee di creditomesse a disposizione da controparti diverse, l’adeguata copertura dei propri fabbisogni finanziari.
Le seguenti tabelle riassumono il profilo temporale delle passività finanziarie del Gruppo al 31 dicembre 2012 e al 31 dicembre 2011 sulla base dei pagamenti contrattuali non attualizzati.

 

31/12/2012                                  Scadenziere dei debiti
(migliaia di Euro)                             su richiesta         inferiore a 3 mesi da 1 a 3 mesi         da 1 a 5 anni superiore a 5 anni  
Mutui e finanziamenti       -   4.085 169.263 123.339         -
Project Financing No Recourse       -    2.965 105.712 427.075 454.613
Debiti verso banche a breve 353.120       -        -       -        -
Strumenti derivati       -      145   20.045  46.772   11.466
Debiti finanziari       -      178    2.042  14.349     9.793
Debiti commerciali     159.731 617.888        -       -          -
Totale Passività     512.851 625.261 297.063 611.535    475.871

 

» Rischio di mercato

Il rischio di mercato comprende il rischio di cambio, il rischio di tasso di interesse e il rischio prezzo delle commodity. La gestione di tali rischi è disciplinata dalle linee guida indicate nella Policy di Gruppo di Risk Management e da procedure interne alla funzione Finanza operativa.
Inoltre, per il business Power & Gas sono state sviluppate specifiche politiche e procedure di Risk Management, basate sulle best practice di settore, per la continua misurazione dei livelli di esposizione al rischio rispetto a un valore di Risk Capital allocato dalla Capogruppo.

Rischio di cambio

Il rischio di cambio è la variazione dei tassi di cambio espressi nelle varie divise rispetto all’Euro che incide sui risultati economici dell’impresa. I flussi netti in valuta generati dall’azienda diversi dall’Euro (valuta di riferimento) costituiscono l’esposizione al rischio di cambio. Al fine di poter ridurre la volatilità di tali esposizioni vengono eseguite operazioni di copertura (hedging) sia sul mercato a pronti sia sul mercato a termine. La seguente tabella evidenzia l’impatto sull’utile ante imposte mantenendo fisse tutte le altre variabili derivante dal diverso fair value delle attività e delle passività finanziarie a seguito di una variazione del +/-10% del tasso di cambio del Dollaro.

(milioni di Euro)   2012          2011     
Shock up (variazione cambio Euro/Dollaro +10%)                                                                     3,2      5,7
Shock down (variazione cambio Euro/Dollaro -10%     (3,9)     (5,6)

Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse identifica la variazione dell’andamento futuro dei tassi di interesse che potrebbero determinare maggiori costi per il Gruppo. Il contenimento del rischio di tasso viene perseguito mediante l’utilizzo di contratti derivati come Interest Rate Swap e Interest Rate Option (plain vanilla).
La seguente tabella rappresenta l’impatto sull’utile ante imposte (a causa di variazioni del fair value delle attività e delle passività finanziarie) e sul patrimonio netto di Gruppo (dovuto a variazioni del valore equo degli strumenti derivati in cash flow hedge) del cambiamento del tasso di interesse del +/-1%, mantenendo fisse tutte le altre variabili.

Impatto a Conto Economico

(milioni di Euro)   2012        2011  
Shock up (variazione tasso di interesse +1%)                                                                      0,8   (5,5)
Shock down (variazione tasso di interesse -1%)     (0,1)     4,6

Impatto a Patrimonio Netto

(milioni di Euro)  2012        2011   
Shock up (variazione tasso di interesse +1%)                                                                     28,4    23,7
Shock down (variazione tasso di interesse -1%    (27,3)   (24,3)

Rischio commodity

Il rischio prezzo delle merci è insito nella variazione inattesa dei prezzi delle materie prime,dell’approvvigionamento dei servizi, dei prodotti finiti e dei servizi immessi sul mercato per la vendita.
L’attuale politica di gestione del rischio prezzo commodity petrolifere prevede che vengano adottati strumenti e metodologie idonee al raggiungimento dei valori medi annui dei prezzi rilevati dalle quotazioni Platt’s sia per le materie prime sia per i prodotti finiti. Obiettivo definito nella policy di Risk Management è quello di raggiungere il margine di raffinazione medio annuo secondo la struttura industriale esistente.
Al fine del conseguimento del margine di raffinazione medio annuo il Gruppo utilizza strumenti derivati come Futures, Commodity Swap e Commodity Option con sottostante grezzi e prodotti petroliferi.

La tabella sotto riportata considera gli strumenti finanziari derivati legati a diverse tipologie di commodity, oil ed energy, e rappresenta a fronte di ragionevoli cambiamenti dei prezzi, mantenendo fisse tutte le altre variabili, l’impatto sulle variazioni dell’utile ante imposte (a causa di variazioni del fair value delle attività e delle passività finanziarie) e del patrimonio netto di Gruppo (dovuto a variazioni del valore equo degli strumenti derivati in cash flow hedge) del cambiamento del prezzo delle commodity del +/-20%.

Impatto a Conto Economico

(milioni di Euro)                                                         2012        2011      
Shock up (variazione prezzo commodity + 20%)    (18,2)   (8,7)
Shock up (variazione prezzo commodity - 20%)     18,2    8,7

Impatto a Patrimonio Netto

(milioni di Euro)                                                         2012   2011  
Shock up (variazione prezzo commodity + 20%)    9,4   17,4
Shock up (variazione prezzo commodity - 20%)    (9,4)  (17,4)